lunedì 20 novembre 2017  
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Nessun regolamento dell'affare del Sahara è possibile oltre alla sovranità piena ed intera del Marocco, e dell'iniziativa d'autonomia

Suo maestà il Re Mohammed VI ha ribadito, lunedì, la posizione ferma del regno che riguarda l'affare del Sahara Marocchino, sottolineando che nessun regolamento della questione è possibile oltre alla sovranità piena ed intera del Marocco sul suo Sahara, ed oltre all'iniziativa d'autonomia.


"Nessun regolamento dell'affare del Sahara è possibile oltre alla sovranità piena ed intera del Marocco sul suo Sahara, ed oltre all'iniziativa d'autonomia, la cui Comunità internazionale ha riconosciuto la serietà e la credibilità", ha detto il sovrano in un discorso alla nazione in occasione del 42esimo anniversario della Marcia Verde.

Suo maestà il re ha ricordato, a questo proposito, che il Marocco mantiene il suo impegno di aderire alla dinamica attuale voluta dal segretario generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite il sig. Antonio Guterres, e cooperare con il suo inviato personale.

In ciò che segue il testo integrale dell'allocuzione del sovrano:

“Elogio a Dio,

Pace e saluto sul profeta, la sua famiglia ed i suoi lavoratori.

Caro popolo,

Oggi, commemoriamo con un orgoglio immenso il quarantaduesimo anniversario della Marcia Verde. Tra alcune settimane, celebreremo il sessantesimo anniversario del discorso che nostro Augusto Gran Padre, suo maestà il re Mohammed V, che Dio abbia il suo cuore, aveva pronunciato a Mhamid El-Ghizlane.

Perché ci è sembrato giudizioso oggi di evocare allo stesso tempo la memoria di questi due eventi storici? Qual'è il legame che li collega veramente?

In realtà, ciascuno di questi due momenti fondatori simbolizza il patto indefettibile d'unità nazionale, sigillato tra il trono ed il popolo, patto la cui chiave di volta è il Sahara Marocchino.

Infatti, il discorso storico di Mhamid El-Ghizlane si è pesante di senso, in ciò che segna una tappa rilevante nel processo di completamento dell'integrità territoriale del nostro paese, e che sottolinea una sola verità che nullo non può contestare: Marocanità del Sahara e l'attaccamento del popolo marocchino alla sua terra.

Infatti,

- Appena il Marocco ha avuto la sua indipendenza;
- Bene prima che la questione del Sahara sia consegnata alle Nazioni Unite nel 1963;
- Mentre nessuna rivendicazione riguardava la liberazione del Sahara, ad eccezione delle domande legittime formulate allora dal Marocco;
- Meglio ancora, bene prima che l'Algeria diventi indipendente;

Anteriormente a tutti questi fatti, che si rivolgono ai chioukh ed ai rappresentanti delle tribù sahrawi venuti a fargli fedeltà Beia-, nostro nonno aveva sottolineato i diritti storici e legittimi del Marocco sul suo Sahara.

Dichiarò in sostanza: "Proclamiamo solennemente che proseguiremo la nostra azione per il ritorno di nostro Sahara, nel quadro del rispetto dei nostri diritti storici e conformemente alla volontà dei suoi abitanti… ". Fine della parola di nostro nonno, che Dio lo benedichi.

Rimessa nel contesto dell'epoca, questa dichiarazione è senza ambiguità, e nullo non può rimettere in discussione la sua fondatezza. Più di un impegno, è l'espressione di un'alleanza perenne tra il trono ed il popolo.

Inoltre, questa proclamazione attesta la permanenza della Marocanità del Sahara, e ciò, bene prima dell'allestimento artificiale di un conflitto indebitamente suscitato attorno a questa verità storica. Inoltre, il Sahara resterà marocchino fino alla fine dei tempi, ed i sacrifici che sarà necessario acconsentire perché ne sia sempre così importano poco.

Per fedeltà a questo patto incoronato e che si prevale di questa legittimità storica e politica, nostro venerato padre, suo maestà il re Hassan II, che Dio lo abbia nella sua misericordia santa, ha concepito, con sagacia, l'idea della Marcia Verde per il recupero delle nostre province del Sud.

Andando sulle tracce di nostro nonno e di nostro padre, abbiamo a cuore, ora che se la rintani è liberato, di operare, con lo stesso senso dell'impegno, per garantire alla popolazione di queste province le condizioni di una vita degna e favorire il suo sviluppo. Siamo anche determinati a liberare i nostri figli trattenuti nei campi ed attaccare queste zone alla madre-Patria, in modo pieno ed intero.

Caro popolo,

Fin dal mio accesso al trono, ho fatto giuramento davanti Dio e dinanzi a te, di mettere tutto in opera, per difendere la nostra integrità territoriale e garantire agli abitanti del Sahara le condizioni di una vita libera e degna.

Per giungervi, abbiamo costantemente fatto in modo che l'azione esterna dedicata alla difesa dei nostri diritti legittimi sia condotta in coerenza totale con gli sforzi di sviluppo interno, sottesi da uno spirito di solidarietà e d'unanimità nazionale.

Sul piano internazionale, il Marocco mantiene l'impegno che ha fatto di aderire alla dinamica attuale voluta da sua eccellenza Monsieur Antonio Guterres, il segretario generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite ed a cooperare con il suo inviato personale. Ne sarà così finché saranno rispettati i principi ed i fondamentali della posizione marocchina. Ecco alcuni:

- In primo luogo: nessun regolamento dell'affare del Sahara è possibile oltre alla sovranità piena ed intera del Marocco sul suo Sahara, ed oltre all'iniziativa d'autonomia, la cui Comunità internazionale ha riconosciuto la serietà e la credibilità.

- In secondo luogo: le esperienze passate dovrebbero permettere di meditare su un'evidenza:

il problema non è tanto di trovare una soluzione a quest'affare, ma piuttosto arrivare a definire il processo da seguire per giungervi;

Spetta, dunque, alle parti all'origine di questo conflitto montato di qualsiasi parte, prendersi interamente la loro responsabilità nella ricerca di un regolamento definitivo;

- In terzo luogo: il pieno rispetto dei principi e fondamentali approvati dal consiglio di sicurezza per il trattamento di questo conflitto regionale artificiale; essendo l'organo dell'ONU, di fatto, la sola istanza internazionale incaricata di sorvegliare il processo di regolamento; e

- In quarto luogo: il rifiuto categorico di qualsiasi superamento, di qualsiasi tentativo di pregiudicare i diritti legittimi del Marocco ed ai suoi interessi superiori, di ogni proposta obsoleta intesa ad evitare al piano regolamento dei parametri riferentesi presi in considerazione, dell'inserimento abusivo di altri argomenti, che sono trattati da istituzioni competenti.

Sul piano interno, come l'ho più volte sottolineato, non resteremo le braccia incrociate da aspettare che sia trovata la soluzione auspicata. Proseguiremo piuttosto l'azione intrapresa per stimolare lo sviluppo delle nostre province del Sud e garantire alla loro popolazione le condizioni di una vita libera e degna.

In questo contesto, avanzeremo nella realizzazione del modello di sviluppo proprio di queste province, in parallelo con l'attuazione della regionalizzazione avanzata, cosa che dovrebbe permettere agli abitanti della regione di garantire la gestione democratica dei loro affari e contribuire allo sviluppo della loro regione.

Infatti, i progetti che abbiamo lanciato e coloro che metteremo in cantiere, permetteranno al Sahara marocchino di piazzarsi come un polo economico integrato. Destinato a fungere da lineetta tra il Marocco e la sua profondità africana, si affermerà come una targa-girevole per le relazioni tra i paesi della regione.

Caro popolo,

Come l'abbiamo sottolineato precedentemente, questo modello non deve essere riportato alla sua sola dimensione economica. Si tratta di un progetto di società coerente che ha per ambizione di favorire l'espansione dell'individuo marocchino, di preservare la sua dignità e metterlo nel cuore del processo di sviluppo.

Pertanto, questo progetto accorda un posto particolare alla salvaguardia del patrimonio culturale e civilizzazionale sahrawi, di cui misuriamo il grande valore emozionale per le popolazioni della regione.

Ecco perché vegliamo a prendere cura della cultura hassani, favorendo la sua promozione grazie a strutture e servizi culturali predisposti a questo scopo, incoraggiando le iniziative e le manifestazioni artistiche che contribuiscono alla sua irradiazione, e rendendo omaggio agli artisti, agli intellettuali ed ai creatori che sono i vettori.

Facciamo la stessa cosa per tutte le componenti dell'identità marocchina unificata. Poiché, non stabiliamo alcuna differenza tra i patrimoni e le specificità culturali e linguistiche delle regioni del Marocco, che si tratti del Sahara, di sotto, del combattimento, dell'atlante o dell'orientale.

D'altra parte, la volontà di prendere cura del patrimonio culturale locale non è in alcun modo un modo di infondere il fanatismo o favorire la piega su di sé. Non è affatto un incitamento all'estremismo o al separatismo. È, bene piuttosto, un modo di esprimere il nostro orgoglio di un'identità nazionale plurale, diversa che si spiega interamente nel quadro del Marocco collegato delle regioni.

È, dunque, della nostra responsabilità a tutti, di salvaguardare questo patrimonio culturale e civilisationnel nazionale, proteggendo le sue risorse e favorendo l'interazione fertile delle sue varie componenti. Correlativamente, occorre anche restare aperto ai valori ed alle civilizzazioni universali, abbracciare il mondo della conoscenza e della comunicazione.

Caro popolo,

La commemorazione dell'anniversario della Marcia Verde ed il richiamo del Discorso di Mhamid El-Ghizlane costituisce un'occasione privilegiata di esaltare il patriottismo sincero, l'attaccamento onesto alle costanti della nazione, il senso del sacrificio per la patria.

È grazie a questi valori ed alla mobilizzazione nazionale collettiva che il Marocco ha recuperato le sue province del sud. È anche grazie a quest'ideale patriottico che oggi, avanza nella sua marcia verso più sviluppo e realizzazioni.

Ormai, abbiamo un grande bisogno di questi valori: occorre trasportarli a scuola, nell'ambito della famiglia, in tutti i settori della vita sociale. Costituiscono un preliminare perché insieme, siamo in grado di raccogliere le sfide interne ed esterne che si pongono al nostro paese.

In questa occasione, teniamo ad esprimere l'orgoglio che ispiriamo le nostre forze eserciti reali e le forze di sicurezza, nell'insieme. Manifestiamo loro la nostra considerazione per i loro sforzi, i loro sacrifici, e la loro mobilizzazione costante da difendere, sotto il nostro ordine, l'integrità territoriale del paese e preservare la sua sicurezza e la sua stabilità.

È, per noi, l'opportunità di rinnovare il nostro impegno, di rafforzare lo spirito di mobilizzazione collettiva, e, in fine, stimolare la dinamica di sviluppo globale, all'opera in tutte le regioni del Marocco, in particolare le nostre province del sud. Quest'impresa è condotta nel quadro di un Marocco unito, che garantisce a tutti i suoi bambini la libertà, la dignità e la giustizia sociale.

È il migliore impegno di fedeltà alla memoria immacolata degli eroi della liberazione e dell'indipendenza, con, in prima linea, nostro Augusto Gran Padre, suo maestà il re Mohammed V, che Dio abbia il suo cuore. È anche un esempio di fedeltà al giuramento della Marcia Verde ed all'artigiano di quest'epopea, nostro venerato padre, suo maestà il re Hassan II, che Dio lo abbia nella sua misericordia santa, ed a tutti i martiri valorosi della nazione".


- Notizia riguardo alla questione del Sahara Occidentale/Corcas-
 

 

   
  
 
 

 
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