giovedì 23 novembre 2017  

 SANITÀ

Delle realizzazioni numerose e dei servizi di qualità forniti in istituti sanitari impiantati di recente; e da un decennio, un miglioramento costante del livello di salute delle popolazioni delle province del Sud: tali sono, a grandi tratti, gli aspetti e le dimensioni della politica sanitaria in questa regione.  

Ma se molto è stato fatto, non per questo tutto è finito nella misura in cui numerosi progetti sanitari sono ancora in via di realizzazione. Nell'immediato - ed aspettando il completamento e l’entrata in funzione delle nuove attrezzature - i servizi sanitari hanno portato un aiuto urgente nel combattere nel più breve tempo possibile le malattie infantili e la sottoalimentazione che sono responsabili di un tasso alto di mortalità, così come le altre malattie particolarmente frequenti nella regione (malattie degli occhi, del sistema digestivo, tubercolosi...). 
 
Delle squadre sanitarie mobili sono state inviate sul posto: fornendo le prime cure mediche necessarie, hanno prodigato allo stesso tempo anche consigli sull’igiene e l’alimentazione; parimenti, si sono occupati del risanamento dell'ambiente naturale.

Autonomia sanitaria della regione
Globalmente, gli obiettivi della politica sanitaria sono di tre ordini:  
- assicurare l'autonomia sanitaria della regione in ragione della sua lontananza dai centri ospedalieri esistenti;
- mettere la salute alla portata del maggior numero di persone possibile adattando i servizi sanitari ai bisogni specifici di questa regione secondo una ripartizione geografica equilibrata delle attrezzature così come attraverso la gratuità delle cure;
- sviluppare non solo la medicina curativa ma anche la medicina preventiva, conformemente alla politica condotta in questo senso in tutto il paese.  
 
Questi obiettivi si sono concretati in particolare a tre livelli:   
- la creazione di un'infrastruttura adeguata,
- la formazione del personale per un inquadramento appropriato,
- l'organizzazione di campagne preventive.
 
L'infrastruttura sanitaria è stata realizzata in conformità con la politica generale di prevenzione e di miglioramento del livello e della qualità delle cure. L'ospedale costituisce, sul piano regionale, l'ultimo stadio del processo curativo; in quanto alle prime cure ed alle diagnosi, esse sono condotte al livello del quartiere e della circoscrizione attraverso una rete di centri di cura, di dispensari e di centri sanitari, questi ultimi costituiscono la struttura di base e di definizione dei programmi sanitari al livello nazionale.  
Nelle province del Sud, questa infrastruttura si è sviluppata molto da una decina di anni; questo progresso è illustrato tanto dall'insediamento geografico dei servizi sanitari tanto in ambito urbano che rurale. Nelle città, la precedenza è stata accordata più ai quartieri più popolati, fino ad allora privi di ogni attrezzatura sanitaria. È in questo modo che dal 1976, degli ospedali regionali, numerosi centri di cura, decine di dispensari e centri sanitari sono stati aperti e messi in servizio.  
 
L'ospedale, oggi, completa la catena delle installazioni sanitarie ed ingloba numerosi servizi specializzati: dà così l'autonomia alla provincia in materia di salute. Quest’autonomia è rinforzata a Laâyoune con l'apertura nel 1994 di un ospedale di specializzazioni dalla capacità di 144 letti, la presenza di un centro di tubercolosi ed un centro di chirurgia dentaria. I quali allargano così il ventaglio dei servizi assicurati alle popolazioni.  
 
Tenuto conto delle norme definite su scala nazionale, l'insediamento di queste unità sanitarie permette di offrire una capacità di servizio proporzionata al numero di abitanti. Bisogna sottolineare che la capacità ospedaliera è stata moltiplicata praticamente10 volte dal 1976. È oggi  è di  400 letti circa nella regione di Laâyoune.  
 
L'insieme di questi istituti sanitari funziona in condizioni completamente soddisfacenti, grazie al reclutamento di un personale medico e paramedico competente e devoto. Questo principio non è esclusivo delle province sahrawi del resto: è un elemento fondamentale della politica di formazione proseguita dal Marocco in vista di un inquadramento efficace degli istituti sanitari.  
 
Attualmente, le Facoltà di Medicina di Rabat e di Casablanca formano 500 medici per anno; un certo numero di essi è sollecitato ad effettuare degli stage nelle province del Sud. Va notato che l’appello viene ugualmente rivolto, peraltro, a medici di diverse specialità che praticano nei centri ospedalieri di altre regioni.  
 
Se tale era, inizialmente, la soluzione adottata per rispondere a bisogni pressanti in fatto di personale medico, bisogna sottolineare che oggi la creazione di centri ospedalieri ha facilitato la costituzione di squadre che operano in maniera continua nella regione. Ciò che spiega che il numero di medici in servizio nelle province sahrawi è quadruplicato dal 1976.  
 
In questa stessa prospettiva, è il caso di sottolineare che uno sforzo sostenuto è stato condotto nel campo della formazione paramedica con, in particolare, la creazione a Laâyoune di un centro di formazione di infermieri.  
 

    

1. Cosa pensate del progetto d'autonomia dell'Sahara occidentale proposto dal regno del Marocco


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