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I giovani dei campi di Tindouf rischiano di cadere nelle reti dei gruppi terroristici

Prima del nuovo appuntamento informale sulla cartella del Sahara, previsto questo febbraio, il centro d'informazione delle Nazioni Unite a New York, ha interrogato, martedì scorso, Christopher Ross, l'inviato speciale del segretario generale delle nazioni collegati al Sahara, sulla situazione di questa cartella.


Ha detto che tutta la sua preoccupazione è di vedere le persone che si trovano nei campi di Tindouf, versare nella violenza e diventare prede facili per i reclutanti dei cerchi regionali del terrorismo o altri gruppi criminali come i cartelli di droghe dure e di contrabbando.

Il Sig. Ross ritiene che " … l'assenza di una soluzione ha introdotto rischi crescenti per le parti interessate, la regione del Magreb e per la Comunità internazionale".

Questi rischi comprendono " la possibilità d'assunzione dei giovani sahraoui disoccupati e frustrati da gruppi criminali o terroristi".

Per l'inviato personale del segretario generale dell'ONU, " il prezzo comprende anche la situazione critica dei rifugiati" mantenuti nello statuto quo da molti decenni tra il Marocco, l'Algeria ed il fronte Polisario, le popolazioni nei campi vivono il calvario, a causa della rugosità delle condizioni di vita e delle restrizioni ai movimenti ed alle espressioni, imposte dai dirigenti del fronte, contestati sempre di più per i loro despotismi.

Per Christopher Ross " è chiaro che un regolamento è una necessità, se la regione vuole avanzare per fare fronte alle sfide del 21esimo secolo".

E di conseguenza considera che " occorre dire cose non soltanto alle parti interessate, ma anche ai paesi vicini ed alla Comunità internazionale. Per le parti, si desidera vedere un impegno sostanziale sul fondo dell'argomento per il futuro statuto del Sahara occidentale, durante l'anno prossimo.

Non è abbastanza di mantenere una discussione su base delle posizioni fisse, la soluzione deve riflettere una volontà politica e delle tappe concrete per avanzare."

 " Per gli stati del Magreb e la Comunità internazionale, si spera che inizino a vedere in un modo più chiaro che prima, i vantaggi per le parti interessate da aiutare in modo attivo, ad una soluzione reciprocamente accettabile." ha Concluso il sig. Ross.

 

- Notizia riguardo alla questione del Sahara Occidentale/Corcas -

 

   
  
 
 

 
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